REVENGE PORN: LA NUOVA MOLESTIA VIRTUALE

 Se vuoi condividere la tua esperienza, anche in anonimato, scrivi liberamente a thefemale@outlook.it .
Tutti gli articoli verranno pubblicati nella sezione Le nostre storie 

 

REVENGE PORN: diffusione e condivisione in rete, senza il consenso del soggetto ripreso, di immagini private, intime ed esplicite.

Questo fenomeno, che da molti viene denominato stupro virtuale, appare come una vera e propria molestia online in grado di distruggere e disintegrare la privacy delle vittime che devono affrontare conseguenze devastanti.
Per la maggior parte dei casi, infatti, parliamo di donne e ragazze che vengono insultate, derise e (cyber)bullizzate da conoscenti e da estranei poiché qualcuno (un ex, uno sconosciuto o chicchessia) ha pubblicato del materiale privato che non aveva il diritto di diffondere.
La nuova molestia virtuale del revenge porn è quindi seguita da un altro fenomeno che colpisce gravemente le donne: lo slut shaming.

SLUT SHAMING: fenomeno che colpevolizza non solo le prostitute ma tutte le donne che si relazionano sessualmente con l’altro sesso.
(in allegato inoltre la definizione di Wikipedia)

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Entrambi i fenomeni vengono enormemente amplificati ed intensificati dai social network che, purtroppo, non riescono ad evitare la diffusione del materiale e non riescono a gestire in modo efficiente l’ondata di insulti che ne deriva.
Su Facebook, ad esempio, esistono gruppi privati che hanno come unico scopo quello di denigrare l’immagine femminile tramite commenti sconci, offensivi e sessisti. In tali gruppi vengono condivisi video e foto di ragazze, non necessariamente nude, che vengono poi commentati con ogni genere di oscenità, e poiché non si mantiene alcun tipo di anonimato, le vittime iniziano a ricevere insulti e messaggi offensivi anche nella sfera privata.

Quando si parla di revenge porn, si deve quindi parlare dell’ennesima violenza di genere che ha nel mirino la sessualità femminile e che infrange la privacy dell’individuo che, essendo donna, perde il diritto di decidere per il proprio corpo e per la propria vita.
Chiunque si venga a trovare in questa situazione, inoltre, viene colpevolizzato e istigato a provare vergogna, come se la sessualità non fosse una caratteristica naturale di entrambi i sessi.
Potevi stare più attenta, te lo sei meritato– è spesso la frase che le vittime del revenge porn si sentono dire, quasi a giustificare tutte le offese, le minacce e gli insulti.
E’ bene ricordare, invece, che non esiste alcun tipo di giustificazione e che i fenomeni del revenge porn e dello slut shaming devono essere fermati, poiché entrambi rappresentano una molestia seria e gravosa nei confronti di un individuo.

Ma come fermare e combattere questi due fenomeni in espansione?
Come ricorda l’articolo di Vanity Fair del 2015, e’ importante che le vittime denuncino l’accaduto alla polizia postale che ha il compito di riconoscere e perseguire il responsabile e bloccare per quanto possibile la diffusione del materiale privato in questione (bisogna anche far presente che la condivisione di foto e video di minorenni rientra nel reato di pedopornografia, perseguibile per legge).
E’ fondamentale inoltre aiutare e supportare psicologicamente chiunque si trovi ad affrontare una tale situazione, poiché questa potrebbe facilmente essere causa di problemi seri di depressione.

Chiunque voglia ricevere supporto o voglia condividere la propria esperienza, anche in anonimato, è libero di scrivere a thefemale@outlook.it.
Tutti gli articoli e le testimonianze verranno pubblicati nella sezione Le nostre storie, e si potrà liberamente commentare ed interagire al fine di aiutare chiunque ne abbia bisogno.
Ogni persona, uomo o donna, può contribuire ad arrestare lo slut shaming e il revenge porn, aiutando tutti i ragazzi e tutte le ragazze che non vedono alcuna via d’uscita e combattendo qualsiasi tipo di discriminazione sessista e di genere che si presenta.

-thefemale

 

 

 

 

 

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